Tecniche di vendita, alibi #3: ma ho sempre fatto così ed è andata bene

Prima di iniziare il discorso devo aprire una breve parentesi “sociologica”.

Che età media hanno oggi i titolari di uno showroom?

Dai tanti corsi fatti in giro per l’Italia in questi anni, questa è la forbice: dai 35 ai 50 anni.
Spesso sono i figli dei fondatori: i loro padri hanno iniziato, in piccolo, nel secondo dopoguerra, sono cresciuti negli anni ’80 e a cavallo fra 1990 e 2000 hanno capitalizzato il loro lavoro. Erano anni ottimi, di boom immobiliare, di crescita costante, si vendeva senza aver bisogno di tecniche di vendita.

Perché questa retrospettiva? Perché molto probabilmente i titolari di showroom si trovano in questi anni, dal 2008 in poi, e per la prima volta, ad affrontare un fenomeno completamente nuovo: la crisi.

Non ne hanno mai viste, una forma di alieno, che dal di fuori ha scompigliato i piani, ha messo in crisi progetti, strategie e piani di sviluppo.
Di colpo tutto è cambiato: la bolla speculativa, poi la bolla immobiliare: una specie di domino, che, a catena, ha trascinato giù pezzi sempre più importanti di economia reale, ha eroso fatturati, contratto i consumi. Il mondo è cambiato, in una manciata di anni.

Alla luce di questo, sei sicuro che il metodo usato nel passato funzioni ancora? Perché se il mondo cambia, restare immobili significa estinguersi.

È questione di quando, non tanto di se o di ma: lo dimostrano le tante aziende che hanno pagato caro il rimanere fermi (ricordate i Blackberry?). Ma la crisi non è qualcosa che accade al di fuori, non è un virus: la crisi è qualcosa di pervasivo, diventa il segno dei tempi. E va vissuta e attraversata in modo consapevole, senza nostalgia per tempi andati o speranze che tutto ritornerà come prima: non è un temporale, è una glaciazione, un cambiamento climatico permanente. Meglio munirsi quindi del giusto atteggiamento e andare incontro al cambiamento, accoglierlo.

Perché solo cambiando ci si evolve e se tu per primo non investi nel cambiamento della tua azienda, chi lo farà al posto tuo?

 

Veronica  

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